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lunedì 30 maggio 2016

Tornato a casa anche il marò Girone. Era ora.

 

Dopo il rientro per motivi di salute di Massimiliano Latorre, anche Salvatore Girone ha finalmente fatto ritorno in Italia ed ha ritrovato l'affetto dei suoi cari. Con la giornata di sabato quindi si mette fine all'incredibile, lunghissima vicenda che per più di quattro anni aveva visto i due militari italiani trattenuti in un paese straniero senza alcun capo d'accusa formale.

Ora toccherà alla Corte internazionale dell'Aja stabilire tempi e luoghi di un processo che si spera equo e rapido. Intanto bisogna riconoscere il successo di questo governo nell'arrivare ad una svolta cui i precedenti non avevano saputo/voluto arrivare, e la correttezza della decisione (al momento non importa se dovuta a semplice sobrietà o a ragion di Stato) di non far partecipare i due marò alla prossima sfilata del 2 giugno.

Buona fortuna a Girone e Latorre, una parte d'Italia non li ha mai dimenticati ed ha accolto con soddisfazione questo importante sviluppo della drammatica vicenda che li ha coinvolti.

domenica 15 febbraio 2015

3 anni fa l'incidente Italia-India



Il 15 febbraio di 3 anni fa, a seguito dell'uccisione di due pescatori indiani al largo delle acque del Kerala, ebbe inizio la vicenda giudiziaria dei fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Dopo 3 anni, 3 governi, 2 Presidenti della Repubblica (e mezzo), 5 Ministri degli Esteri, 3 Ministri della Difesa, 2 Ambasciatori, 1 Semestre di Presidenza dell'Ue, 1 Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri...

ancora non si riesce ad avere neanche le imputazioni per cui i due marò sono trattenuti in India.

E' sconcertante che dopo tutto questo tempo non ci sia alcuna fine all'orizzonte per questa vicenda.
E' avvilente assistere alla raffica di rinvii della giustizia indiana, che sembra intenzionata a far scontare ai due militari italiani una pena "preventiva", fregandosene del fatto che una detenzione così prolungata in assenza di imputazioni costituisce violazione dei diritti umani, come ricordato anche dalla risoluzione che il parlamento dell'Ue si è degnato di approvare dopo quasi 3 anni dall'inizio della vicenda.
E' irritante assistere al penoso balletto di dichiarazioni delle nostre istituzioni, che sembrano del tutto incapaci di gestire la situazione ed hanno finito per rendere ancora più complesso un caso già intricato.

L'augurio e la speranza è che quest'anno si riesca finalmente a fare chiarezza sulla vicenda, garantendo ai marò ed ai parenti dei pescatori uccisi una giustizia obiettiva e, finalmente, celere.